SICILIA 2016 • SMARTPHONE

SICILIA 2016 • SMARTPHONE projects

PERCHE’ fotografare in viaggio solo con uno SMARTPHONE?

Questo reportage fotografico nasce dall’esigenza di documentare viaggiando con attrezzatura molto leggera e in particolar modo utilizzando esclusivamente e con massimo rigore la fotocamera di uno smartphone. Nel caso specifico ho utilizzato un iPhone SE da 64Gb totalmente sgombro e un Pawer Bank esterno ( anche se la batteria dello smartphone è in ottimo stato )

  • Raccontare una storia documentaristica, fotogiornalistica o di viaggio mantenendo la maggior discrezione possibile
  • Utilizzare un unico punto di vista e un’unica lunghezza focale ( l’iPhone 5S/SE/6/6S/7 possiedono un’ottica con lunghezza focale di circa 27-28mm rapportato al formato 35mm/FullFrame)
  • Sfruttare un insolito ma tipico effetto di iperfocale ( non abbiamo ghiere diaframmi e regolarle con apposite applicazioni è molto spesso irrilevante )
  • Sempre pronto e solitamente in tasca
  • Postprodurre e condivide in tempo reale

L’utilizzo di un unico Device per ottenere spesso un risultato molto vicino a quello che otterreste  con attrezzature molto più costose, pesanti, ingombranti e per niente discrete, attira sempre di più l’attenzione di molti amatori, professionisti, editor, magazines ecc. Apparentemente lo smartphone non è nato per questo preciso scopo ma la tipicità del mezzo lo rende attualmente la migliore fotocamera da viaggio “social network oriented”. Fotografare intelligentemente con uno smartphone, quindi, è a portata di tutti, ma non per tutti: l’indiscutibile rigore che l’automatismo vi impone a volte vanifica il risultato se volete un  range vasto di customizzazioni, settaggi e stili, scegliendoli a seconda delle situazioni ( per questo esistono ancora Reflex, Mirrorless, Bridge e Compatte ).

Un rigore tecnico molto forte corrisponde anche ad una conoscenza abbastanza allenata della composizione e della luce e di come ogni mezzo “risponde” a ciò che state inquadrando.  Fotografare con lo smartphone, non è più facile solo perché lo fanno tutti in maniera casuale, utilizzarlo con risultati soddisfacenti può richiedere alcune conoscenze di percezione visiva , colpo d’occhio e gusto estetico che vanno sostanziati nel tempo. Per certi aspetti saper fotografare bene con oggetti molto basici equivale ad una cartina tornasole delle nostre capacità visive ed interpretative. I tecnicismi si imparano in fretta e molto spesso non bastano per la realizzazione di buone fotografie o un buon portafoglio di viaggio.

Si, le immagini scattate da uno smartphone e postprodotte con applicazioni come per esempio Vsco o Snapseed, tra i più famosi, se eseguite seguendo alcune attenzioni specifiche di illuminazione  e compressione, sono assolutamente stampabili, in buona qualità e apprezzabili indicativamente fino ad un formato di 30×40 cm (non mi spingerei oltre).

L’IDEA

Nel settembre 2016 mi trovavo in Sicilia, on the road con una Fiat Panda 4×4 a noleggio ( ottimo mezzo per girare le strade dissestate e gli sterrati dell’isola ) e la mia ragazza. Ho pensato che sarebbe stata l’occasione per impormi quel metodo che in altri viaggi lavorativi e personali avevo solo parzialmente approfondito. Ispirato dalla classica estetica di Luigi Ghirri, Stephen Shore, Joel Meyerowitz che è un po’ la strada che sta prendendo il mio gusto fotografico nel documentario in questi ultimi anni, raccontare la Sicilia attuale e farlo durante un viaggio di piacere. 10 giorni, 1300 km percorsi in auto, circa 200.000 passi a piedi ( circa 140 km ) se il contatore non è impazzito.

Una piccola selezione dell’intero lavoro:

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